venerdì 30 maggio 2014

Decisione cercasi

Nulla passa
un altro mattoncino che s'impiglia tra i visceri
quest'anno ha un numero diverso
ma tutto il resto è uguale
e la pazienza esaurisce
ed esaurisco io -

Scusa per il citofono

Male come al solito
male come al solito
male come al solito
nessuna via d'uscita
dallo spazio solido
cubo
rivestito dalle giacche
nudo
con spigoli e zigomi
putridi anfratti
infedeli ritratti
hai provato a guardarmi
prima di dipingermi?
Smetti di cercarmi:
non ci sono;
Nessuna via d'uscita
dallo spazio solido
male come al solito
male come al solito
male come al solito.

giovedì 15 maggio 2014

QUELLI CHE HAN PROVATO

Avevano provato a dirlo
a farlo capire
in tutti modi
avvertimenti, esempi
a niente erano valsi
e anzi
nuovi simulacri
santi/eroi della mente.

L'attesa sneravante
del momento
l'amarezza
poter solamente constatare
incapace di parlare piano
o serio
di quelli che han provato
ma non ci sono riusciti.

domenica 11 maggio 2014

Romanzo a puntate: L'OCCHIO DI CERERE

XV. Turbinio di turpitudine

Etc.
Reattore: pronto: X IX VIII VII VI V IV III II I
prima che importassimo lo zero
troppe zone ci erano precluse

Internodo 7!
Il sole mi cuoceva
mi ebolliva il cervello
ebollizione intracranica in titanio.
Il resto del sidere mi ghiacciava.
Congelato in un'urnaghiacciaia.
Adamantina intuizione mi portò all'ennesima alba
Epifania: dalla talassa vedevansi i colli,
che non si era pastori, giustappunto naufraghi.

XVI. Collegamento

Come lo scuro che tiri e oscura
così il ramingo nembo oscuro
e mover il primo passo spaura
che più de' sassi 'l sangue fa duro:
nello sbarcar cuor mi mancò.
Caddi faccia a terra nella solfa
più di Cariddi, peggio che Urania
vomitai l'anima e non ebbi smania
alcuna d'avventura o d'impronta.
Finché un forte calore e una botta.
Rotta la testa e la mia pelle: cotta:
grande capo con le piume in testa
- vana speme sull'insula deserta.

Richiamo a me tutte le forze per capire chi sono.
Dove sono. Subito cambia l'oggetto
della ricerca.
Tardo pomeriggio, penso di capire. È ora di muoversi - mi dico
ma non appena
il più piccolo muscolo
compie
il minimo sforzo: dolore!; ahi, dolore!; (lamento)

sabato 10 maggio 2014

Romanzo a puntate: L'OCCHIO DI CERERE

XIII. Apprendista Sfragista

Travolse l'onda tanto rotonda che stravolse ciò che si svolge al fiato fatato e non ne relicque altro che brandelli così miseri da parer poverelli
Il vento tuona rimpallando tra i nembi mentre infracicato guardo per il rintraccio di compagni dai noti facci ma Giove riprende subito a piovere
Fondo di speranze, non seppi far altro che aggrapparmi, stringermi a un pezzo superstite in balia delle acque di Stige percosse da nocciole liquide come la gelatina liquida: liquida liquida.
Tumefatto nell'animo più che altrove svenni e rinvenni ma poi risvenni finché un sogno ormai nel sonno mi divelse da me per restituirmi alla coscienza.

XIV. Verde per me

Non mi rimaneva che la più
irreale delle metafisiche
di quelle malate di quel male
a cui
non
si riferiva
Kant. Lui
nemmeno lontanamente
- di lontano -
aveva potuto pensare
a simili brutture.
E con esse le annesse rotture.

Ma a che scopo allora non reagire?