lunedì 26 gennaio 2015

SORELLINA PIASTRINA

Impossibile non ciondolare
da quando ci conosciamo
Impossibile darsi da fare
se mi giro verso di me.
Mangio in coma
la mia pastina
Ascolto in coma
un'altra canzoncina
Mi aggiro in coma
su e giù per la cucina
Impossibile non ciondolare
dacché ci conosciamo
Impossibile darsi da fare
se mi concentro su di me.

CHIUDEVO SEMPRE GLI OCCHI

Il sale che cammina sull'acqua
l'assuefazione alla sofferenza
desensibilizzato come un traguardo raggiunto
chiudevo sempre gli occhi
per non accorgermi di te.
Il prurito che deriva dalla scossa
l'ammonizione alla realtà
arroccato scambiando il re con la torre
chiudevo sempre gli occhi
per non accorgermi di te.
Il manico che muove la scopa
l'addizione alla partenza
straniato in un volontario esilio
chiudevo sempre gli occhi
per non accorgermi di te.

QUELLA & QUESTA VOLTA

Come quando c'erano i fuochi d'artifizio
e dicevi
ho paura che mi cadano sulla testa
e pochi secondi dopo
i tuoi capelli in fiamme
il panico la folla dispersa
e poi il tuo cranio sciolto, liquefatto,
senza provocatio ad populum
messo a morte
dalla sufficienza di un deficiente:
io.

SENZA TITOLO (né punto)

Estinguo ogni pensiero,
spruzzandolo di oblio,
lo vaporizzo in soffi di carta
e sbuffo ogni volta che mi siedo:
confabulo, erro dimentico
tra deserti rivi e i resti dei vivi
tra gli oceani interni
e i più intimi al di là
fra ciechi bagliori e
la Valacchia innevata.
S'innesta ora sul tronco del busto
un'ultima speranza di conversione
e lo spasmo che accompagna
e il colpo, l'ictus che stronca e abbatte

NUVOLE D'ACCIAIO

Uno scoppio che rintrona
fa sentire la sua eco a cento miglia di distanza
puoi chiudere la porta
barricarti nella stanza e quando entro
spiegarmi la tua sordità
alza la voce che non capisco bene
ho donato un polmone
mi hanno strappato un rene
esponi i tuoi problemi con le giuste locuzioni
o miei neuroni
ignoreranno il tuo di scoppio.